Rispetto ad altri paesi vicini a noi, Pianzano non spicca per numero di capitelli, ma a ben guardare tra le vie del paese qualcuno ne abbiamo trovato...

 

Capitello di Sant'Antonio

  

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 Questo capitello si trova sul retro della vecchia chiesa di San Lorenzo non lontano dall'ingresso del cimitero in prossimità della zona Lazzareto.

Pra1Non se ne conoscono le origini e non viene citato in alcuna fonte, ma le colonnine della struttura e le tracce di marmorino rimaste sui fianchi rimandano al 1500-1600 all'epoca dell'edificazione della chiesa parrocchiale, non da escludere la possibilità che sia stato edificato (come da usanza) in occasione della dismissione del vecchio oratorio di San Lorenzo (trasformato in sacrestia) nella prima metà del '500. Comunque in quest'area sorgeva il pozzo della regola di Pianzano e si riunivano il Meriga di paese con i capifamiglia quindi potrebbe avere anche una valenza legata a queste riunioni arcaiche.

Pra2Di fattura ottocentesca risultano essere le decorazioni a finte colonne sulla parte frontale e il cappello (forse anche più recente) così come è ottocentesca la scena dipinta di S. Antonio che ha l'apparizione di Gesù Bambino che probabilmente andava a coprire o sostituire pitture più antiche e quasi sicuramente riferite ad altro santo. Possiamo ipotizzare l'intervento di restauro in coincidenza con l'istituzione del vicino lazzareto.

Nella cronaca parrocchiale del 1941, don Dino Zanetti ricorda l'usanza per la quale presso questo capitello, in primavera, veniva benedetto il maiale che annualmente veniva donato alla Parrocchia (porzel de Sant'Antonio) Al maiale veniva messo un nastro con un campanello e poi gli veniva insegnata la strada dove 'pascolare'. Ogni famiglia era tenuta a dargli da mangiare e lo guidava verso la casa successiva. Diventato enorme era venduto o messo all'asta, La vendita forse era fatta in occasione della festa della Madonna (dicembre). Questo per tutti gli anni '30, e di sicuro fino agli anni '50.

Cappella del SS Crocefisso

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 Cim2Non trattandosi di un oratorio vero e proprio si è scelto di inserirlo in questo capitolo. La cappella sorge al centro del cimitero.

La sua erezione riasale agli anni '20 quando fu realizzato e solennemnete inaugurato il cimitero (1923)


Nel maggio del 1942 fu restaurato a spese del comune venendo fornito anche di altare per le celebrazioni.

Negli anni '90 in questa cappella furono attrezzati dei loculi per ospitare le spoglie dei parroci che avessero deciso di essere sepolti in paese.

E' stato mantenbuto l'Ossario a pavimento che occupa buona parte della cappella.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    

Grotta della Madonna di Lourdes

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Nel contesto dei lavori di rimodernamento dell’oratorio, il Consiglio Pastorale su iniziativa di don Sisto deliberava la costruzione di una grotta-cappella con l’immagine della Madonna di Lourdes e S.Bernadette. L’obbiettivo era quello di creare un luogo di preghiera all’aperto per il mese mariano, per il pio esercizio del rosario. I lavori presero avvio nell’aprile 1996.

  

Edicola di Sant'Antonio da Padova

 

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L'edicola si trova murata nella casa d'angolo tra via Baver e via Spina.

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L'edicola fu murata nell'edificio come ex-voto da parte della famiglia Fadel nei primissimi anni '20. In quegli anni un bambino della famiglia si è salvato miracolosamene mentre stava per essere travolto da un carro.
Si ricorda che in quegli anni la famiglia Fadel che lì abitava aveva già perso tre figli per Polmonite: si racconta che in occasione dell'adorazione pasquale Antonia Fadel e uno dei bambini (Mario) si fossero recati alla chiesa parrocchiale, ma mentre la mamma seguiva l'adorazione il bambino a piedi scalzi giocasse sui fossi vicini. Il risultato fu la tremenda malattia che in poco tempo si portò via il piccolo Mario e più tardi il piccolo Luigi di 10 mesi; Giovanni invece (anche lui di 10 mesi) li aveva già preceduti in cielo quasi 10 anni prima. La fede della mamma, Antonia Posocco, era incrollabile ed esemplare (in particolare era devota a S.Antonio), ma un'altra prova la attendeva. Un giorno di quei anni '20 dei cavalli impegnati al tiro di un carro si imbizzarrirono e cominciarono a percorrere a folle velocità quella che oggi è via Baver, arrivati in prossimità della casa dove all'esterno stava giocando Giovanni Fadel, il carro sbandò e andò a sbattere violentemente contro la casa, il bambino fu anche lui scaraventato contro la casa e poi sotto il carro che continuò la sua corsa.

Quando venne raccolto lo si dava già per morto, invece miracolosamente era ancora vivo anche se ferito seriamente, le successive cure non furono fatte a dovere e rischiò ancora la vita, ma alla fine si salvò, si sposò ed ebbe tanti figli e nipoti che ancora vivono in paese.

La mamma, già provata dal dolore della perdita dei fratellini di Giovanni volle fare costruire questa edicola per ricordare a tutti l'importanza della Fede e la grazia ricevuta.

 

All'interno dell'edicola una statua di Sant'Antonio che regge in braccio Gesù Bambino. 

   

 

Capitello delle tempeste

  

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Capitello di fattura moderna che si trova in via Codolo quasi sul confine col comune di S. Fior, come recita la targhetta, la sua erezione risale al 1958

A partire dal 7 maggio 1957 (ricordato come l'anno della Brosa) nella nostra zona ci furono tre giorni di freddo con brinate intense che distrussero tutti i raccolti di uva e frutta, quell'anno non si è vendemmiato, inoltre nella stessa zona dove sorge il capitello ci fu una estesa e violenta grandinata. Gli agricoltori della zona decisero di chiedere clemenza al Signore costruendo questo luogo di culto che interessò anche gli abitanti del vicinissimo comune di San Fior che nelle vicinanze costruirono una tettoia in legno con un tavolo e delle panche

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Capitello della Madonna

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Capitello di recente fattura evidentemente dedicato alla Madonna sorto in un ramo di quella che era via Codolo ora rinominata via Albina a ridosso della nuova bretella all'ingresso dell'autostrada.