LocandinaNella Chiesa cattolica, il ministrante è colui che svolge un servizio pieno, attivo e consapevole a Dio, nella persona del sacerdote e, all’assemblea, nelle Sacre Scritture e nel Sacramento.

Il suo è considerato un vero e proprio ministero liturgico. Dal momento che il ministrante, nel condurre la sua vita, è chiamato ad assumere un comportamento conforme agli insegnamenti del Vangelo, è particolarmente indirizzato a svolgere compiti di apostolato.

Prima del Concilio Vaticano II si usava il termine CHIERICHETTO (che noi affettuosamente continuiamo ad utilizzare), diminutivo di “chierico”, con la riforma liturgica si è voluto specificare qual è il senso e la forma di questo ministero e si è sostituito il termine “chierichetto” con “ministrante” A livello giuridico, il servizio del ministrante è legato a quello del ministro istituito (uno dei due ministeri, assieme a quello del lettore) detto accolito.

La Chiesa cattolica prevede che oltre all’accolito istituito si possa dare anche un ministero di accolito de facto: i fedeli possono svolgere temporaneamente alcune funzioni dell’accolito, e questo è quello che avviene con la funzione svolta dai ministranti (specialmente nella preparazione dei vasi sacri e delle incensazioni, o nell’adempiere a funzioni diverse).
Svolgono compiti anche non Canonici: la raccolta delle offerte e il portare il segno della pace ai fedeli…. Possono inoltre leggere brani minori delle letture o animare le risposte dei fedeli.

***COME SI DIVENTA CHIERICHETTI???***

Come indicato dal volantino qui a fianco, passa in Canonica prima della S.Messa e troverai tutte le informazioni necessarie

   

COSA FANNO I CHIERICHETTI

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Nella forma ordinaria della Messa secondo il rito romano, i ministranti svolgono le seguenti funzioni:
Processione d'ingresso: il crocifero porta la croce astile, mentre gli altri portano candelieri, turibolo e navicella, questo specialmente nelle S.Messe più solenni.
Proclamazione del Vangelo: si portano i candelieri all'ambone, nelle solennità anche turibolo e navicella.
Offertorio: i ministranti aiutano il celebrante nel ricevere l'offerta dei doni.
Preparazione dell'altare e del calice: vengono presentati il calice assieme alla patena con l'ostia che diventerà il corpo di Cristo, la palla, il corporale e le ampolline dell'acqua e del vino, che userà il celebrante per versare il vino e l'acqua nel calice.
Lavabo: un ministrante si occupa di versare l'acqua; l'altro porta il manutergio.
Anamnesi ("consacrazione"): si suona la campanella per richiamare l'attenzione dei fedeli a quello che sta accadendo, nelle solennità un ministrante porta la navicella, uno il turibolo per  incensare le specie eucaristiche all'elevazione.
Comunione: durante la Comunione i ministranti reggono la tovaglietta a fianco dei ministri che distribuiscono la Comunione per evitare che le ostie o i loro frammenti cadano a terra.
Purificazione: un ministrante porge l'ampollina dell'acqua al celebrante per purificare i vasi sacri.
Processione finale: nelle solennità il crocifero porta la croce astile, affiancato da due ceroferari con i candelieri.

Altri compiti possono essere la raccolta delle offerte e l'accoglienza dei fedeli. Possono inoltre leggere brani delle letture o animare le risposte dei fedeli.
Ci sono poi celebrazioni particolari in cui i Chierichetti hanno compiti speciali come ad esempio per Matrimoni, Battesimi, Funerali o quando è presente il Vescovo.


A seconda delle funzioni svolte, quindi, il ministrante assume i seguenti nomi:
Turiferario (addetto al turibolo per le incensazioni)
Navicelliere o naviculario (addetto alla navicella)
Ceroferario (addetto ai candelieri; va sempre almeno in coppia)
Crocifero o crucifero (addetto alla croce)
Caudatario (addetto a sorreggere la mitria e il pastorale del vescovo; esso indossa la vimpa)
Accolito (si occupa del trasporto delle ampolline, dei libri liturgici e di aiutare il sacerdote, quando necessario)
Cerimoniere (assiste il sacerdote in quasi ogni azione, girando le pagine del messale, seguendo le azioni del sacerdote o aiutandolo a trasportare e muovere oggetti vicini allo stesso. La sua presenza è facoltativa).

   

I CHIERICHETTI a PIANZANO OGGI

PALIO DEI CHIERICHETTI 2019

Nel 2019 altro grande risultato per i nostri chierichetti che portano a casa un bellissimo 3* posto al Palio Diocesano.

2019.04.27 3° Posto

    

FESTE E GITE DEGLI ULTIMI ANNI

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Gita dei chierichetti dell'Unità Pastorale a Verona il 04/01/2017.

 

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Festa dei chierichetti dell'Unità Pastorale a Godega SU il 6 dicembre 2014, con don Celestino e don Alessio.

  

PALIO DEI CHIERICHETTI 2016

Il 30 Aprile 2016 il nostro gruppo ha vinto per la prima volta il PALIO DEI CHIERICHETTI organizzato in Diocesi nell'ambito della 30a Festa dei Chierichetti, qui sotto alcune foto.

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Il Palio portato in chiesa a Pianzano, insieme al vessillo portato dai ragazzi (a dx), al bellissimo lavoro sulla Porta della Misericordia con disegni, foto e testimonianze dell'impegno dei ragazzi in opere di Misericordia in questo Anno Santo e ovviamente...il premio! L'uovo gigante da 3Kg di cioccolato.

 

   

STORIA DEI CHIERICHETTI a PIANZANO (fino al 2010)

Come detto sopra la funzione di CHIERICO ha le sue radici fin dal V* sec., era uno degli ordini minori del clero cattolico poi riformato con il Concilio Vaticano II. Fin dal 1600 abbiamo notizie di Chierici a Pianzano, ma non erano bambini laici quanto piuttosto dei religiosi avviati alla conclusione del loro cammino all'Ordine Sacro.

Purtroppo non sappiamo di preciso quando i bambini hanno cominciato a prestare servizio all'altare prendendo il posto dei Chierici (da cui appunto Chierichetti), di sicuro la loro presenza è accertata fin dal primo dopoguerra. A quei tempi il compito del Chierichetto era essenzialmente quello di "Risponder Messa" come si diceva allora, ossia rispondere con le formule liturgiche pre-conciliari al Sacerdote. Dal punto di vista operativo invece i compiti erano limitati.

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La più antica testimonianza di chierichetti pianzanesi: Dicembre 1945, posa della prima pietra della nuova chiesa parrocchiale. Con la cotta in primo piano don Dino Zanetti.

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Maggio 1947, ancora chierichetti in bella vista all'inaugurazione della lapide commemorativa ai Caduti, nelle foto don Dino Zanetti e qui sotto con la giacca scura il primo sindaco di Godega S.Urbano dellera Repubblicana.

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Intorno agli anni '50 il servizio del chierichetto era particolarmente duro se paragonato ad oggi. Ciascun chierichetto era tenuto a prestare servizio a due messe prime (ore 5.30 del mattino) la settimana, in una di queste occasione seguiva il catechismo alle ore 7.00 e poi a scuola per le 8.10 ovviamente!

Per ogni messa servita, il parroco accantonava una lira in un salvadanaio in canonica, a fine anno la raccolta di questi spiccioli serviva per la gita dei chierichetti; in forma più moderna la gita dei chierichetti si è mantenuta fino quasi ai nostri giorni, da qualche anno infatti è stata ripresa la tradizione con la gita di Gennaio.

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In queste due foto della metà anni '50 si vedono diversi chierichetti intenti ad accompagnare la celebrazione del Corpus Domini, si intravede un giovanissimo don Paride Artico e una folla oceanica di fedeli.

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Come vediamo da queste foto, la veste adottata allora era composta da una talare nera e sopra una cotta bianca coi pizzi. Questa veste resterà in uso fino a metà degli anno '90, qui sotto una foto dei primi anni '70.

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Qui sopra, foto di gruppo della gita chierichetti-cantorine del 1984 a Bergamo

   

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Nella foto qui sopra siamo nel dicembre 1992 il giorno dell'ingresso a Pianzano di don Sisto, sarà proprio lui pochi anni dopo a riformare il gruppo dei chierichetti partendo dalla sostituzione della veste, accantonando la talare con la cotta a favore dell'Alba ossia un semplice camice bianco. Nella foto qui sotto una delle prime uscite con la nuova veste, anno 1995.

1995

Prima di allora a capo dei chierichetti c'era direttamente il Parroco con il Sacrestano e anche i più anziani di servizio avevano poco voce in capitolo se non accogliere ed addestrare le nuove leve che per tradizione entravano nel gruppo una volta fatta la Prima Comunione. Con don Sisto fu incaricato un responsabile vero e proprio, primo fra tutti fu Daniele Tocchet.

Proprio in quegli anni tra il 1992 e il 1994 uscirono delle interpretazioni del Codice di Diritto Canonico del 1983 che chiarivano la possibilià per le ragazze di fare le Chierichette, lascindo a ciascun Vescovo la libertà di promuovere o moderare questo aspetto. Per un certo periodo di tempo la posizione Diocesana di Vittorio Veneto fu all'insegna della prudenza per l'introduzione delle ragazze in un ruolo (fino ad allora) così marcatamente riservato ai maschietti, questa indicazione di preferenza era stata ribadita anche nel 2001 dalla Congregazione per il Culto Divino ".... in ogni caso è sempre opportuno il servizio all'altare da parte di ragazzi e giovani, perché da sempre questo gruppo è stato origine di vocazioni sacerdotali"

Con don Vittorino arrivarono le prime chierichette e per l'occasioni fuorono prese delle divise per chierichette consistenti in delle mantelline bianche aperte sul davanti che venivano tenute chiuse dalle mani incrociate delle ragazze, l'adozione di una divisa diversa veniva incontro alle indicazioni Diocesane di rispettare la diversità tra maschi e femmine e non imporre per forza divise comuni. Dopo qualche anno però la (scomoda!) mantellina è stata accantonata.

2008

2008 - Don Livio durante un battesimo, sulla dx notare la mantellina per Chierichette.