In questo come in altri paesi esiste la tradizione per cui San Nicolò nella notte del 6 dicembre porta i doni ai bambini, tradizione che attinge alla biografia del santo. Negli anni ottanta si cominciò ad organizzare la consegna dei doni per i bambini da parte di San Nicolò impersonato da un volontario del paese e truccato per l’occasione secondo l’iconografia tradizionale, il costume in particolare era stato realizzato con una vecchia divisa da cappato (confraternita del Santissimo Sacramento). Il centro dell’organizzazione era l’Asilo: qualche tempo prima veniva esposta (sempre in Asilo) la cassetta per la raccolta delle letterine dei bambini e contestualmente partiva la raccolta dei doni che i genitori portavano alle suore, le quali si preoccupavano di annotare nome e recapito del bambino per la consegna.

La giornata decisa per l’evento veniva trascorsa dall’organizzazione (non meno di 20 volontari) a preparare i pacchi divisi per ciascuna tappa in cui si sarebbe fermato il Santo e soprattutto ad allestire il carro di San Nicolò trainato da un trattore e sfavillante di luci e colori. Appena vestito e truccato il San Nicolò di turno, si poteva partire per la consegna dei doni accompagnati da uno stuolo di “pastorelli” che cantavano canzoni di Natale e facevano da corona all’avanzare del carro.

Terminata la serata ci si ritrovava tutti in Asilo per sistemare il carro e consumare insieme una pastasciutta in compagnia, che le suore non facevano mai mancare.

Dopo qualche anno di oblio, recentemente l’iniziativa è stata ripresa per la gioia di grandi e bambini sebbene l’iniziativa non sia più supportata dalla Parrocchia.

***APPUNTAMENTO CON SAN NICOLO' QUEST'ANNO***

  

Clicca qui, vai alla STORIA DI SAN NICOLO'

   

Di seguito alcune foto dei "San Nicolò" passati.

 

San Nicolò 2019

sn2019a

sn2019b

sn2019c

  

San Nicolò 2018

sn2018a

sn2018b

sn2018c

      

San Nicolò 2017

sn2017a

sn2017b

        

San Nicolò 2016

Quest'anno abbiamo atteso San Nicolò nel nuovo salone dell'Oratorio

sn2016c

sn2016a

Qui sotto, San Nicolò a Levada

sn2016b

  

 

San Nicolò 2015

L'arrivo di San Nicolò a Baver e distribuzione doni

sn2015d

sn2015f

sn2015e

sn2015c

sn2015asn2015b

 

San Nicolò 2014

San Nicolò fa capolino...

sn2014a

San Nicolò sommerso di bambini durante la distribuzione dei pacchetti.

sn2014b

Foto di gruppo alla tappa di Baver.

sn2014c

 

    

San Nicolò 2013

sn2013a

sn2013b

 sn2013c

San Nicolò 2012

sn2012a

sn2012b

sn2012c

sn2012e

sn2012f

San Nicolò 2011

sn2011b

sn2011a

    

San Nicolò 2010

sn2010a

sn2010b

San Nicolò anni '90

sn1995

San Nicolò con don Sisto (metà anni '90)  

sn1990b

   San Nicolò con l'Adelina (anni '90)

 

sn1990

 San Nicolò 1990

             

San Nicolò anni '80

sn1989

San Nicolò 1989             

sn1980

 San Nicolò primi anni '80 con la famosa mantellina dei "capati"

 

Storia di San Nicola Vescovo

San Nicolò (la mamma Giovanna lo battezzò con il nome Nicola) nacque a Patara un bel paesino in riva al mare a sud-ovest della Turchia (che a quei tempi si chiamava Asia Minore). Purtroppo, a causa di una grave epidemia di peste, San Nicolò rimase senza genitori quando era giovane.

Il suo animo era molto buono e decise di utilizzare i soldi che i genitori avevano messo da parte per aiutare i più bisognosi.

Nell'anno 300 divenne vescovo di Myra che era il capoluogo della provincia dove abitava: la Lisia. A quel tempo i cristiani erano perseguitati dai Romani e così il vescovo San Nicolò fu messo in prigione insieme a tanti altri fedeli. Ma nell'anno 313, l'imperatore romano Costantino promulgò una legge (l'editto di Milano) in cui si proclamava la libertà di culto nel Sacro Romano Impero. Fu così che i cristiani poterono pregare Gesù liberamente e San Nicolò venne rilasciato.

San Nicolò era un uomo molto generoso. Una volta venne a sapere che in paese c'era una papà, che viveva con le sue tre bambine, che si trovava in grande difficoltà perché non aveva i soldi per pagare i debiti e le figlie sarebbe dovute diventare delle schiave.

Allora San Nicolò per tre notti consecutive gettò nella finestra della stanza da letto delle figlie, dei borsellini di monete. Il padre pagò i debiti e gli rimasero i soldi anche per la dote delle figlie che, diventate grandi, poterono sposarsi e vivere felici. Da allora San Nicolò continua a portare i regali ai bambini.

San Nicolò fece anche molti miracoli: per esempio calmò una tempesta del mare e mise in salvo alcuni marinai caduti in acqua che stavano per affogare. Per questo è anche il protettore dei marinai e dei commercianti ma anche degli scolari.

San Nicolò è un santo “internazionale” : è conosciuto in Asia e in Turchia (dai mussulmani), in Albania e Russia (dagli ortodossi), in Italia (dai cattolici), in Germania e Olanda (dai protestanti) e in America.Ecco spiegato perché sono migliaia i quadri raffiguranti San Nicolò nel mondo: i pittori, indipendentemente dalla loro fede religiosa, hanno dipinto la storia o i miracoli di San Nicolò testimoniando la sua universalità.
Nei quadri San Nicolò è disegnato con le insegne di Vescovo che sono:  l'anello, la mitra (o mitria) e il bastone pastorale.

La mitria è il copricapo formato da due pezzi di stoffa rigida di forma approssimativamente pentagonale; il pastorale è una sorta di bastone con estremità ricurva che assomiglia a quello usato dai pastori veri e simboleggia il suo ruolo di “pastore” del popolo cristiano a lui affidato

Ci sono tantissime chiese dedicate a San Nicolò, alcune anche vicine a noi: il duomo di Sacile e la chiesa di S.Nicolò a Treviso.